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Il salvamento (o tecniche di
salvataggio) è una specialità del nuoto che richiede resistenza alla
fatica, ma anche maturità fisica e mentale.
Questa disciplina originariamente era nata come esibizione o esercitazione
in cui si dimostravano le tecniche di salvataggio (addirittura i primi
praticanti eseguivano le tecniche vestiti!); ora sono invece oltre 100 le
società sportive che praticano Salvamento in Italia, quasi tutte
concentrate nell'Italia centrale, e questa disciplina è ormai un vero e
proprio sport agonistico appartenente alla Federazione Italiana Nuoto.
Alla base di questa disciplina c'è l'importanza di riuscire ad insegnare a
più gente possibile (dai bambini agli adulti) come si può salvare chi
rischia di annegare. Le specialità del Salvamento consistono proprio in
simulazioni di interventi di soccorso in acqua nelle situazioni più
diverse.
LE CARATTERISTICHE DELL'ATLETA
Chi vuole praticare questo sport deve essere in grado
di nuotare nei vari stili e poi deve completare la preparazione acquisendo
le tecniche di trasporto del soggetto in pericolo. Si deve quindi saper
praticare l'apnea, remare, andare in canoa o usare una tavola da surf
nell'acqua "agitata", usare le pinne in piscina; è importante anche avere
una buona preparazione di base per la corsa.
Il Salvamento è uno sport che si può praticare anche ad età non
giovanissima: l'atleta deve raggiungere la maturità sia fisica che mentale
per poter superare le varie difficoltà, la fatica, il mare agitato, le
condizioni meteorologiche spesso non ottimali.
D'altra parte il Nuoto di Salvamento può essere l'alternativa per i
nuotatori "di tutti i giorni", poiché la multiformità del gesto tecnico
può esser uno strumento efficace per combattere la noia. Inserire nella
seduta di allenamento gestualità diverse, accresce gli stimoli
dell'atleta, a cui si aggiunge anche la motivazione fornita dall'utilità
sociale di questa disciplina.
Il buon risultato di un salvataggio è condizionato dalla conoscenza
ottimale delle varie tecniche da parte del soccorritore e dalla chiarezza
degli obiettivi da perseguire; non a caso molti degli atleti agonisti sono
anche degli ottimi "bagnini".
Il brevetto di Assistente Bagnanti può essere conseguito a partire
dall'età di 16 anni, è riconosciuto come titolo professionale e consente
di operare sia in Italia che in Europa.
Il salvamento agonistico è la
somma di diverse prove che l'atleta deve affrontare simulando il
salvataggio di una persona che sta per annegare. Perciò, avvicinarsi a
nuoto il più velocemente possibile, eventualmente cercarla nel punto in
cui è scomparsa sott'acqua, afferrarla e riportarla a terra oppure
lanciargli una corda con salvagente a pallone o accostarsi con una barca e
tirarla a bordo, ecc.
Le
prove previste sono:
- nuoto con sottopassaggi
- percorso misto
- trasporto manichino
- lancio del salvagente
- percorso con battello
- trasporto manichino con pinne
- staffetta mista
- staffetta manichino
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